sabato 16 novembre 2013

Cervelli che fuggono!!!

Secondo il rapporto Istat "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente", pubblicato a dicembre 2012, la quota di laureati tra tutte le persone che sono emigrate all'estero tra il 2002 al 2011 è cresciuta, passando dall'11,9% al 27,6%. Quindi più della metà degli emigrati degli ultimi dieci anni non è laureata.

In occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale della Ricerca sul Cancro il Presidente Napolitano ha fatto ovviamente riferimento al fenomeno della fuga dei cervelli, ossia l'emigrazione di personale molto qualificato, in genere almeno laureati.

Perchè non si fa mai riferimento alla enorme fuga dei cervelli che non sono laureati, ma che sono comunque cervelli degni di questo nome e che tra l'altro sono la maggioranza?? Infatti secondo l'OCSE solo il 7,9% degli italiani con istruzione superiore è ufficialmente residente all'estero.

Di questi ci si preoccupa come segnale di un fenomeno molto preoccupante, perchè sarebbero quei cervelli unici in grado di far ripartire l'economia e sostenere l'Italia in quanto classe dirigente preparata e omogenea.
Ma di tutti gli altri che lavorano duro in tutto il mondo e che spesso vorrebbero che gli si desse un'opportunità di ritornare non si parla mai, come se non avessero importanza, tanto non hanno studiato...

Si dà per scontato che i non laureati non abbiano alcuna possibilità di lavoro in Italia; ci si preoccupa quindi, o meglio si fa finta di stupirsi che un laureato-qualificato non riesca a trovare un'occupazione e sia costretto ad emigrare.

Non c'è lavoro qualificato ma ce n'è ancor meno di non qualificato!! Qualcuno potrebbe rispondere che i cervelli dei laureati sono quelli più importanti per realizzare idee di impresa che creano lavoro non qualificato.

Certo!!! In un paese dove l'agricoltura non esiste più ed i lavori non qualificati si fanno fare agli stranieri perchè sono considerati di basso livello.






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