Papa Francesco e Matteo Renzi: semplicemente due segnali del tentativo di qualcuno di fregarci a tutti di nuovo, di far cominciare senza preavviso una Quarta Repubblica all'insegna del "Bisogna che tutto cambi affinchè tutto rimanga com'è".
Papa Francesco è il nuovo che avanza, il Papa povero, rivoluzionario e riformatore, tanto sostenuto ed acclamato anche dai nostri cari intellettuali di sinistra.
In realtà Francesco fin qui ha fatto e detto solo cose che sarebbe normalissimo che un Papa dicesse e facesse, ma forse in tutta la storia solo Papa Luciani era arrivato a tanto (essendo poi durato solo 33 giorni).
Forse la Chiesa prima di oggi non era veramente matura per affermare ed applicare pienamente i precetti dei Vangeli, non era veramente pronta a farsi guidare da un'anima candida, come poteva essere Albino Luciani.
Ma Francesco non somiglia a Papa Luciani. Tutto ciò che Francesco fa e dice sembra coscientemente studiato e preparato, sembra parte di una semplice strategia di Greenwashing, finalizzata a "ripulire" l'immagine tanto insozzata della Chiesa senza intervenire più di tanto sulla sostanza. Poi, ovviamente, è presto per parlare e si potrà giudicare più avanti.
Intanto, però, per Dario Fo Francesco "è il simbolo eccezionale del rinnovamento della Chiesa" ed è stato già in grado di "squarciare col proprio linguaggio e atteggiamento ogni veto"; per Silvia Ronchey Francesco è "un Papa di meravigliosa semplicità e di straordinaria raffinatezza" ed è "irresistibile per i media, ma il suo non è un messaggio mediatico";
Perfino per Beppe Grillo è un Papa da considerarsi molto coraggioso per aver scelto di chiamarsi Francesco, nonchè per essere il primo Papa low cost (abbastanza facile e doveroso se i soldi non ci stanno e le offerte dei fedeli-consumatori scarseggiano).
Francesco è il nuovo, dà speranza, è vincente; un pò come Matteo Renzi, nuovo e inaspettato Cavalluccio di Troia di una sinistra italiana che da troppo tempo attende un Vincente, un leader vero in grado di portarli alla vittoria (non un buon governante, quindi, questo non interessa). Un Mussolini, un Berlusconi anche per loro.
Uno che non ha niente da dire, che scarseggia nei programmi, nei contenuti e nei modi, che ha già perso le primarie una volta (negli USA chi perde le primarie spesso sparisce dalla scena politica), ma è Ganzo, è televisivo, è abbronzato, è giovanile, è in grado di procurare buoni ascolti (Bonolis era impegnato purtroppo). Uno che dà speranza, che invita a non mollare, proprio come il Papa all'Angelus, o come Maria De Filippi, o Gigi d'Alessio, o Marisela Federici.
Uno, sopratutto, che può essere sintesi di tanti interessi, che può distogliere l'attenzione dai problemi e dalle truffe perpetrate dalla classe politica grazie all'imposizione di un suo personaggio mediatico (come Berlusconi).
Di fronte alla crisi forse più grave della storia dell'umanità dopo il diluvio universale, la classe dirigente del nostro paese (sinistra, destra, Vaticano, Massoneria, lobby, avvocati, notai, commercialisti, economisti, ecc.) ci propone ancora una volta sogni e speranze; NO GRAZIE, a noi servono SOLUZIONI ed OPPORTUNITA', niente di più.
Ma la lezione l'abbiamo imparata???????????????? La smetteremo di credere ai cambiamenti di facciata?????
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