giovedì 17 ottobre 2013

La bugia dell'austerità

Non è difficile capire che in un momento di grossa crisi economica e recessione, alzare le tasse non serve a far quadrare i conti, perché in recessione le persone consumano meno, lavorano meno e guadagnano meno. Quindi più aumentano le tasse più è probabile che le entrate fiscali diminuiscano e si ottenga l’effetto contrario a quello cercato.

Non è difficile capire che le tasse vanno alzate quando l’economia è in espansione ed abbassate quando è in recessione: parliamo di politiche anticicliche,  il contrario quindi di quello che ha sempre professato Berlusconi, che se ne è sempre infischiato di come andasse l’economia, sfruttando la promessa di ridurre le tasse solo come mezzo per guadagnare i voti delle persone poco informate.

Non è difficile capire che una tassa sui rifiuti non può essere commisurata alla dimensione delle abitazioni/negozi/aziende (vedi lamazzata TARES), ma piuttosto alla reale quantità di rifiuti prodotti, in modo da incentivare le persone a fare meno rifiuti ed a riciclare di più. In Italia ci sono enti locali come quelli dell'Alto Adige dove i cittadini da anni pagano le tasse sui rifiuti acquistando solo i sacchi della spazzatura forniti dal comune e dotati di un codice a barre di riconoscimento: in questo modo pagano solo i rifiuti che producono.

Non è difficile capire che durante una crisi strutturale come quella che stiamo attraversando adesso, la priorità è tassare SOLO gli ambiti, i fenomeni, i settori ed i soggetti che questa crisi hanno contribuito a crearla (vedi speculatori finanziari, imprese che de localizzano, cittadini e imprese che non riciclano, banche che preferiscono speculare invece di concedere crediti, beni di lusso, ecc.).


Non è che perché abbiamo un debito pubblico altissimo allora bisogna chiamare i tecnici della Bocconi perché aumentino le tasse indiscriminatamente. Anche in tempi di crisi e con un debito enorme è possibile aumentare le entrate fiscali senza strangolare cittadini e imprese che già sono allo stremo, ma anzi bilanciando la disuguaglianza e favorendo una ripresa.

Sopratutto sei soldi in realtà ci sono, e sono tanti, ma sono sprecati o destinati a lobby e amici degli amici!

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