Adesso è tutta colpa dell'Euro!! Avere una moneta molto forte e non avere la possibilità di stamparla a proprio piacimento per ridurre il proprio debito pubblico, fare inflazione, rifinanziare le banche e far ripartire l'economia sta rendendo sempre peggiore la situazione che stiamo attraversando, e l'Italia è ormai sull'orlo del fallimento.
Ma attenzione a dare tutta la colpa all'entrata nell'Euro, perchè:
1- l'Italia non avrebbe mai potuto rinunciare ad entrare nella moneta unica; saremmo rimasti esclusi con una moneta debolissima come la Lira, esposti agli attacchi degli speculatori valutari. E poi ve lo immaginate un paese come il nostro fuori dall'Euro e in mano a Berlusconi e D'Alema?
2- l'Euro ci ha fatto comodo: ha eliminato il rischio di cambio nei rapporti commerciali con gli altri paesi europei (al 2001 tra i 15 paesi maggiormente destinatari delle esportazioni italiane 8 sarebbero entrati nell'area Euro) e parallelamente, in quanto moneta forte, ha ridotto i costi delle importazioni per le nostre imprese. In particolare, rivalutandosi sempre di più rispetto al dollaro, ha ridotto in proporzione il costo dell'importazione del petrolio, che da sempre è pagato in dollari. Ve la immaginate l'Italia ad affrontare le ripetute crisi petrolifere dell'ultimo decennio con una moneta debole come la Lira?
Oggi invece invochiamo la sovranità monetaria, la possibilità di tornare alla Lira, stampare moneta e ingenerare un'inflazione di almeno il 20-30% per far ripartire tutto. Ma in un paese dove l'ultimo salario medio rilevato dall'Istat (2010) è di 1286 euro, siamo sicuri che svalutarlo all'improvviso e portarlo di fatto sotto i 1000 euro sia la cosa migliore da fare?
E ancora, si dice che la nostra moneta è sopravvalutata, che fare inflazione è l'unico modo per guadagnare competitività, ed è vero!! Ma ci siamo scordati delle svalutazioni competitive che hanno rappresentato l'unica azione di governo per la competitività tra gli anni '70 e '80? Quelle politiche, insieme alla scala mobile, hanno portato l'inflazione sopra il 15%, il tasso d'interesse sopra il 20% (con un tasso d'interesse così alto è difficile far ripartire l'economia ndr) e ci hanno portato a sfiorare il fallimento all'inizio degli anni '90.
Ve li ricordate i governi tecnici dei primi '90 (Dini, Amato, ecc.) e le politiche di austerity che applicarono (tra cui il prelievo forzoso sui depositi bancari)? Solo che allora il paese aveva una struttura molto più forte, in grado di sopportare l'austerity e ripartire.
La verità è che noi in questi ultimi 20 anni abbiamo avuto l'occasione di aumentare la nostra competitività dal lato strutturale, riordinando la nostra spesa pubblica, riformando e rinnovando il sistema di approvvigionamento energetico, riformando veramente il sistema fiscale riducendo la tassazione per le imprese, bloccando la speculazione finanziaria con una tassa sulle transazioni, introducendo incentivi per le imprese italiane ed estere a produrre in Italia e non nei paesi in via di sviluppo, investendo nella nostra agricoltura, investendo nella vera promozione all'estero dei prodotti italiani del marchio Made in Italy di alta qualità.
Tutto questo si poteva fare, senza bisogno di sovranità monetaria, se solo a governarci ci fossero state persone preparate ed interessate al bene del paese, invece.....
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