venerdì 18 ottobre 2013

La Commissione Trilaterale

«La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la techné è leggeE dove sentinelle dalle torri di guardia vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggior benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso». 

Questa è la Commissione Trilaterale per Gilbert Larochelle, Professore di Scienze Umane all'Università del Quebec: un luogo protetto dove si può instaurare e esportare in tutto il mondo il regno dei Tecnocrati.

Fondata nel 1972 per iniziativa di David Rockefeller, la Commissione Trilaterale nasce come associazione privata con l'obiettivo di creare un forum di discussione per approfondire e dibattere i grandi temi (politici, economici, sociali) comuni a tutti i paesi democratici e ad economia di mercato, le relazioni fra questi stessi paesi e i rapporti tra essi ed il resto del mondo.

Secondo lo scrittore francese Jacques Bordiot, tuttavia, "il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale". 


Il nome trilaterale si riferisce al coinvolgimento dei soli paesi delle tre aree geografiche che allora erano leader nel mondo: Europa, Nord America e Giappone. I membri della commissione, non eletti ma scelti su invito, sono sempre stati fin dalle origini solo qualificati esponenti degli ambienti economici, politici e culturali (ossia politici, banchieri, economisti, imprenditori, dirigenti di multinazionali, giornalisti, ecc.).



Niente cittadini comuni o rappresentanti della società civile dunque, nel rispetto del principio che " la discussione tra persone di diversa estrazione e competenza professionale ma di omogeneo livello di responsabilità potesse più efficacemente contribuire a migliorare la conoscenza dei problemi comuni attraverso lo studio e la discussione per individuarne soluzioni nuove" (fonte www.trilaterale.it).


Quindi una sorta di commissione di saggi: un contesto in cui i grandi tecnocrati della terra possono incontrarsi, scambiarsi idee, stringere legami a loro piacimento, e definire politiche da applicare nei propri Stati creando lobby e gruppi di potere potenzialmente indistruttibili.


Fin dai primi incontri, i temi trattati riguardavano la stabilità dei cambi monetari (all'indomani della caduta degli accordi di Bretton-Woods), la liberalizzazione dei scambi commerciali internazionali, la riforma del sistema monetario mondiale, le politiche energetiche mondiali. 


Tutto era basato sulla necessità di favorire la liberalizzazione degli scambi e l'imposizione del modello liberale, facendo decidere tutto ciò a tecnici, burocrati ed uomini di potere. 

Uno dei primi rapporti della Trilaterale, The Governability of Democracy (1975), analizza gli scenari positivi e negativi legati all'applicazione degli strumenti democratici nel governo di una società: se in positivo l'apertura ed il pluralismo della democrazia permettono la stabilità di lungo termine adattando il sistema ad ogni cambiamento, in negativo l'apertura ed il pluralismo possono causare un flusso eccessivo di richieste al governo, tale da portarlo a collassare.

Per l'Italia sono membri Paolo Andrea Colombo (Enel), Enrico Tomaso Cucchiani (Intesa Sanpaolo Group), John Elkann (Fiat), Federica Guidi (Ducati Energia), Giuseppe Recchi (Eni), Marcello Sala (Intesa Sanpaolo Group), Carlo Secchi (Ex rettore della Bocconi), Stefano Silvestri (Sole 24 Ore, Ex sottosegretario alla Difesa) Giuseppe Vita (UniCredit).
  




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