mercoledì 16 ottobre 2013

Bei curricula!

Abbiamo un ministro dell'Agricoltura, Nunzia De Girolamo (PDL), che pensa che la lontra sia un uccello. Per sua ammissione non ha nessuna competenza specifica nel settore agricolo, tanto che appena nominata ha dichiarato che si sarebbe messa umilmente a studiare. 

Nel contempo il padre è Direttore di un consorzio agricolo in liquidazione, liquidazione sulla quale ha il compito di vigilare anche il Ministero dell'Agricoltura appunto. E questo è un conflitto di interessi! Perchè proprio la De Girolamo è stata nominata ministro? Che criteri sono stati applicati?

Abbiamo un ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin (PDL), che pensa che l'altissima mortalità per tumori nelle province di Napoli e Caserta (+ 47% rispetto al resto d'Italia) non dipende solo dall'enorme mole di rifiuti tossici smaltiti irregolarmente dalla camorra, ma anche dagli stili di vita dei cittadini. 

Anche il Ministro della Pubblica Amministrazione, Gianpiero D'Alia, non ha nessuna competenza in materia e lo stesso vale per uno dei suoi sottosegretari, Micaela Biancofiore. Secondo la Biancofiore non bisogna avere una competenza tecnica per ricoprire una carica del genere, ma piuttosto una competenza politica; bisogna studiare molto.

Il Viceministro delle Infrastrutture, Vincenzo De Luca, è attualmente il Sindaco di Salerno. A Salerno ha quasi ultimato la realizzazione del Crescent, un enorme palazzo lungo 300 metri e alto 30, realizzato sulla costa della città, e della antistante Piazza della Libertà, costruita praticamente sull'acqua e che già 2 mesi prima dell'inaugurazione aveva presentato segni di cedimento e sprofondamento sotto il proprio peso.

L'opera ha ottenuto il via libera dalla Soprintendenza al Paesaggio perchè la stessa soprintendenza non ha avuto il tempo di rispondere, in quanto la domanda è stata inoltrata ad agosto quando il personale era in ferie. Per legge se la risposta della soprintendenza non arriva entro un mese dall'inoltro della richiesta, quest'ultima si considera accettata automaticamente.

In più, De Luca continua a mantenere il doppio incarico di Sindaco e Vice-ministro, giustificandosi con il fatto che le deleghe da Vice-ministro non gli sono state ancora attribuite... E' proprio l'uomo giusto al Ministero delle Infrastrutture??

Se ne volete sapere di più guardatevi la puntata di Report Al Posto Giusto.


sabato 5 ottobre 2013

Tutta colpa dell'Euro?/2

I sostenitori della teoria che uscire dall'Euro è l'unico modo per riprendersi dalla recessione affermano, giustamente, che il nostro problema attuale è la sopravvalutazione della nostra moneta. Cioè l'Italia in questo momento ha una moneta (l'Euro appunto) il cui valore non corrisponde alla forza della nostra economia, perchè la forza dell'Euro deriva dalla forza di paesi come Germania, Paesi Bassi o Finlandia. 

Una moneta molto forte rende meno attraenti le nostre esportazioni verso i paesi fuori dall'area Euro, mentre riduce il costo delle nostre importazioni; ma quest'ultimo aspetto non ha molto significato in un periodo di forte recessione.

Quindi, come negli anni '80 una eccessiva svalutazione della Lira ci ha portati sull'orlo del fallimento e costretti ad attuare politiche di austerity, così ora ci troviamo nella stessa situazione per una eccessiva rivalutazione della nostra moneta attuale.

Avere una moneta più debole ci consentirebbe di guadagnare competitività sui mercati internazionali! 

Ma noi la nostra competitività non l'abbiamo persa per colpa del valore dell'Euro.
L'abbiamo persa perchè ci siamo piegati ciecamente alla globalizzazione: come si fa ad essere competitivi, ossia ad offrire prodotti con rapporto qualità/prezzo migliore degli altri, se ci si deve scontrare con economie come quelle cinesi o indiane dove i costi di produzione sono così bassi che non ci sarà mai storia??

E a cosa servirebbe quindi svalutare la nostra moneta e fare inflazione se poi non si blocca il flusso di imprenditori in uscita verso Cina e India e il flusso di prodotti in entrata da quei paesi (tanto a fronte di una Lira molto svalutata anche Cina e India possono rispondere svalutando le proprie monete, e ristabilire quindi il regime di concorrenza sleale).

Che cosa abbiamo fatto noi negli ultimi 15 anni per investire nella nostra competitività? Niente!!

Allora usciamo dall'Euro, così potremo ricominciare ad agire sulla competitività dal lato monetario, che è quello più facile, infischiandocene del lato fiscale e strutturale, che è quello dove ci vogliono più competenze!!

P.S.: E' ormai ovvio che l'entrata nell'area Euro per molti paesi europei, tra cui l'Italia, è stata molto forzata ed affrettata. Italia, Spagna, Grecia, Portogallo: nessuno di questi paesi aveva le caratteristiche per entrare, e sopratutto nessuno rispettava il limite del rapporto Debito/PIL, fissato al 60%. Ma ormai è un pò tardi per recriminare.


venerdì 4 ottobre 2013

Tutta colpa dell'Euro?

Adesso è tutta colpa dell'Euro!! Avere una moneta molto forte e non avere la possibilità di stamparla a proprio piacimento per ridurre il proprio debito pubblico, fare inflazione, rifinanziare le banche e far ripartire l'economia sta rendendo sempre peggiore la situazione che stiamo attraversando, e l'Italia è ormai sull'orlo del fallimento.

Ma attenzione a dare tutta la colpa all'entrata nell'Euro, perchè:

1- l'Italia non avrebbe mai potuto rinunciare ad entrare nella moneta unica; saremmo rimasti esclusi con una moneta debolissima come la Lira, esposti agli attacchi degli speculatori valutari. E poi ve lo immaginate un paese come il nostro fuori dall'Euro e in mano a Berlusconi e D'Alema?

2- l'Euro ci ha fatto comodo: ha eliminato il rischio di cambio nei rapporti commerciali con gli altri paesi europei (al 2001 tra i 15 paesi maggiormente destinatari delle esportazioni italiane 8 sarebbero entrati nell'area Euro) e parallelamente, in quanto moneta forte, ha ridotto i costi delle importazioni per le nostre imprese. In particolare, rivalutandosi sempre di più rispetto al dollaro, ha ridotto in proporzione il costo dell'importazione del petrolio, che da sempre è pagato in dollari. Ve la immaginate l'Italia ad affrontare le ripetute crisi petrolifere dell'ultimo decennio con una moneta debole come la Lira?

Oggi invece invochiamo la sovranità monetaria, la possibilità di tornare alla Lira, stampare moneta e ingenerare un'inflazione di almeno il 20-30% per far ripartire tutto. Ma in un paese dove l'ultimo salario medio rilevato dall'Istat (2010) è di 1286 euro, siamo sicuri che svalutarlo all'improvviso e portarlo di fatto sotto i 1000 euro sia la cosa migliore da fare?

E ancora, si dice che la nostra moneta è sopravvalutata, che fare inflazione è l'unico modo per guadagnare competitività, ed è vero!! Ma ci siamo scordati delle svalutazioni competitive che hanno rappresentato l'unica azione di governo per la competitività tra gli anni '70 e '80? Quelle politiche, insieme alla scala mobile, hanno portato l'inflazione sopra il 15%, il tasso d'interesse sopra il 20% (con un tasso d'interesse così alto è difficile far ripartire l'economia ndr) e ci hanno portato a sfiorare il fallimento all'inizio degli anni '90. 

Ve li ricordate i governi tecnici dei primi '90 (Dini, Amato, ecc.) e le politiche di austerity che applicarono (tra cui il prelievo forzoso sui depositi bancari)? Solo che allora il paese aveva una struttura molto più forte, in grado di sopportare l'austerity e ripartire.


Tutto questo si poteva fare, senza bisogno di sovranità monetaria, se solo a governarci ci fossero state persone preparate ed interessate al bene del paese, invece.....



sabato 28 settembre 2013

Moneta parallela / Ultima spiaggia

Le Piccole e Medie Imprese italiane sono allo stremo: soffrono la concorrenza dei paesi esteri e delle stesse grandi imprese italiane che vanno a produrre all'estero commettendo concorrenza sleale, non riescono a riscuotere i crediti dalle Pubbliche Amministrazioni, sono strozzate dalle tasse e non riescono più ad ottenere finanziamenti dalle banche. 

Nel nord-est molti imprenditori con l'acqua alla gola finiscono nelle mani di finanziarie gestite da ramificazioni della camorra napoletana e casertana, come mostrato in maniera veramente incredibile da Presa Diretta.

In questa situazione il governo continua a galleggiare e tirare avanti senza neanche sfiorare il problema e lo stesso fa la Banca d'Italia. C'è bisogno che le Imprese italiane comincino a fare da sole, a livello regionale o provinciale, meglio se con il supporto degli enti locali.

Una soluzione d'emergenza c'è: creare una moneta parallela all'euro. Ne esistono più di cento in tutta Europa, ed in Italia c'è già da qualche anno l'iniziativa di Arcipelago Scec e diverse altre forme di moneta alternativa. 
In altre parole, gli imprenditori in difficoltà, i loro lavoratori, una buona quantità di fornitori e di commercianti dovrebbero unirsi in cooperativa e stampare una nuova moneta, che si distribuiscono tra di loro e che vale solo per loro. Tutti gli aderenti si impegnano ad accettarne una quota sui prodotti che vendono, in modo da ridurre il prezzo in euro.

I lavoratori quindi prendono una quota del loro stipendio in nuova moneta, riducendo il monte stipendi della propria impresa. I fornitori ne accettano una quota per i propri prodotti, riducendo il costo delle forniture per le imprese stesse. I commercianti fanno lo stesso riducendo il prezzo dei prodotti che arrivano sul mercato e che quindi possono tornare a competere con i prodotti che vengono dall'estero. 

Allo stesso tempo tutte le famiglie dei lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti e dei fornitori si devono impegnare a comprare solo ed esclusivamente i prodotti degli aderenti alla cooperativa, potendo beneficiare di uno sconto considerevole in euro derivante dall'introduzione della nuova moneta. 

E' l'ultima spiaggia e dimostra quanto sia importante per un Paese mantenere la propria sovranità monetaria in momenti di crisi, anche se questa crisi si sarebbe potuta evitare se i nostri governanti fossero stati più preparati ed interessati, agendo sulle riforme strutturali e sulla ristrutturazione della spesa pubblica e del sistema fiscale.

Accanto a ciò poi sarebbe ora che le autorità cominciassero a sensibilizzare i cittadini italiani a comprare il più possibile prodotti italiani, ed abbiano il coraggio di invocare il Protezionismo, che in regime di concorrenza sleale è sacrosanto!!!




mercoledì 18 settembre 2013

Caro amico Berlusconi

“Siamo precipitati in una crisi economica senza precedenti”. Ah te ne sei accorto?! No perché fino a ottobre 2011 ristoranti pieni, aerei affollati…

Bisogna riprendere “la strada maestra del liberalismo, che quando è stata percorsa ha sempre prodotto risultati positivi in tutti i Paesi dell’occidente”. Infatti i paesi che hanno meglio sopportato la crisi sono Germania, Francia e Paesi Scandinavi, ossia i più socialisti tra i Paesi dell’occidente…

“gli elettori non ci hanno mai consegnato una maggioranza vera”. Ma non sei stato sempre sostenuto dalla maggioranza degli italiani?

La magistratura ha “eliminato nel 92-93 i 5 partiti democratici che ci avevano governato per 50 anni”. Quindi la bava alla bocca di Forlani è una reazione tipica delle vittime di complotto…

La magistratura “ha riconosciuto ad un noto sostenitore della sinistra una somma 5 volte superiore al valore della mia quota”. Cioè stai ammettendo che era giusto che ti condannassero, solo che la multa doveva essere un po’ più bassa?

“41 processi conclusi loro malgrado senza alcuna condanna”. Di cui quanti con piena assoluzione?

“Io sono assolutamente innocente”. Non vedo bava alla bocca…

Ho “impedito la conquista definitiva del potere della sinistra”. Già che c’eri non potevi dedicarti ad impedire il tracollo economico, finanziario e sociale del nostro paese? Magari anche solo nei ritagli di tempo…

“la politica è sporca, ma se la lasci a chi la sta sporcando sarà sempre più sporca”. Ah quindi avete dichiarato impresentabile Dell’utri per dare il buon esempio?!

“Forza Italia è l’ultima chiamata prima della catastrofe”. Ma non siete ancora al Governo? Cioè siete ancora in tempo a evitarla sta catastrofe se volete…

“Si può fare politica anche senza essere in Parlamento”. Disse il senatore col minor numero di presenze in Senato nella storia, che perfino la Montalcini è stata più assidua.



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