mercoledì 27 febbraio 2013

Votate chi ha paura dei problemi


L’Italia e tutta l’Europa stanno attraversando una recessione mostruosa, causata indirettamente dalla crisi finanziaria del 2008, che è stata solo un’espressione di un fenomeno molto più ampio temporalmente e spazialmente: la violenta e incontrollata convergenza tra paesi industrializzati e economie emergenti, causata dalla globalizzazione.

Berlusconi ha sempre negato l’esistenza anche solo della crisi; almeno fino all’estate del 2011 ha rifiutato l’idea che ci fosse qualsiasi tipo di problema per l’economia italiana. Mentre la Germania, la Francia e gli altri paesi europei si movimentavano per prendere misure immediate e strutturali per proteggersi dalla recessione, l’Italia rimaneva indietro.

Tutta colpa di un inconsapevole totale, appoggiato in parlamento da inconsapevoli e nelle piazze dalla parte più inconsapevole dei cittadini italiani.

Quali erano i segnali che dimostravano che la crisi non esisteva? Ristoranti pieni, difficoltà a prenotare aerei, il gruppo Mediaset che continuava ad andare bene… Un presidente del consiglio che si basa su queste occhiatine qualunquiste invece che dare uno sguardo agli infiniti rapporti di BCE, Banca d’Italia, Istat, Eurostat, sindacati, centri studi, ecc., che personaggio può essere? Che apporto può dare al bene del paese? NESSUNO, ma quella parte più addormentata, qualunquista, populista, bigotta, menefreghista e egoista dell’Italia continua a votarlo!!

Poi c’è la sinistra, leggermente più consapevole, che ha sempre sottolineato l’esistenza della crisi (come sarebbe ovvio), ma non si è mai spinta più in là. Non hanno mai capito o voluto capire le cause più profonde e strutturali della recessione, e non hanno quindi mai proposto quelle misure veramente necessarie per proteggere il tessuto produttivo del paese.

Lo stesso dicasi per le istituzioni economiche e i professoroni di economia: Draghi ha mai parlato di globalizzazione e convergenza? E Monti? Non possono, perché in questo momento quello che serve sono misure protezionistiche, e questi economisti bocconiani di protezionismo non possono proprio sentir parlare, perché il mercato è la soluzione e la salvezza di tutto.

Come si fa a votare questa gente? Come si possono incaricare questi soggetti di risolvere un problema se loro le cause del problema non le hanno ancora capite, e in alcuni casi rifiutano anche l’esistenza del problema?

Gli unici che hanno dimostrato apertamente consapevolezza della gravità della situazione e delle sue cause sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che per questo meritatamente hanno ottenuto una miriade di voti.



martedì 26 febbraio 2013

Le teste di rapa, le facce di bronzo, le teste di legno


Panoramica della politica italiana:

Le teste di rapa

Berlusconi promette la restituzione dell’IMU 2012 grazie ad un accordo con il governo svizzero: quando la Svizzera smentisce, dichiara che i 4 miliardi di euro necessari li anticiperà lui di tasca sua… (già che c’è si comprasse direttamente il paese, così si accolla lui tutto il debito).

In Italia ci vogliono 359 giorni per approvare una legge: per Berlusconi è colpa della Costituzione e dei litigi con i piccoli partiti. Dimentica che forse è anche colpa dello scarso tempo che i politici dedicano in media alle attività parlamentari, visto che da dipendenti statali dovrebbero passare 40 ore a settimana in Parlamento, mentre nella realtà hanno un po’ troppe attività collaterali…


Le facce di bronzo

Scoppia lo scandalo Monte dei Paschi di Siena, che coinvolge tutti gli esponenti politici italiani ed evidenzia i loro innumerevoli conflitti di interessi. Il Presidente della Repubblica Napolitano, in qualità di garante della giustizia e dell’applicazione delle regole costituzionali, invita a rispettare la privacy…

Dopo venti anni di attesa e troppe occasioni perse, Bersani dichiara in campagna elettorale che il primo intervento del suo governo sarà la legge sul conflitto di interessi. Visti i risultati delle elezioni, avranno l’ennesima scusa per non farla.


Le teste di legno

Prendi un famoso magistrato antimafia, allievo di Borsellino, oppure un gran professore della Bocconi, e li metti a capo di un nuovo movimento politico destinato a portare rinnovamento e cambiamento. Dietro le loro teste ampie e ingombranti ti nascondi tu, politico di professione senza più idee né ideologia, senza più appartenenza, senza più scopo e soprattutto senza più voti, perché sei convinto che essere riciclati è sempre meglio che finire in discarica…


Qualche esempio dalla Francia


Come funziona il mercato del lavoro in Francia?

In Francia c’è un salario minimo garantito, uguale per tutti, che per 40 ore lavorative settimanali è pari a circa 1598 euro lordi al mese, ossia circa 1288 euro netti. Il cuneo fiscale quindi, ossia le tasse pagate direttamente dal datore di lavoro, date dalla differenza tra stipendio lordo e netto, è molto più basso dell’Italia. Quanti anni sono che si parla di ridurre il cuneo fiscale nel nostro paese? 

In Francia se hai un contratto a tempo determinato e alla scadenza il datore di lavoro non ti rinnova, hai diritto ad un sussidio di disoccupazione per lo stesso periodo che hai lavorato pari ad una cifra tra il 70 e l’80% dello stipendio, pagato in parte dal datore di lavoro.

La stessa cosa succede se hai un contratto a tempo indeterminato e sei licenziato per motivi non gravi: il datore di lavoro ti paga parte del sussidio, e quindi ci pensa due volte prima di licenziarti.
Se poi ti licenziano per esubero, ad esempio, è vietato assumere un’altra persona per un certo periodo di tempo, proprio per giustificare l’esubero.

Come si fa la denuncia dei redditi in Francia?

L’agenzia delle entrate francese ti manda a casa per posta un documento che tu devi riempire con i tuoi redditi dell’anno, tu lo rimandi, poi i calcoli li fanno loro e qualche mese dopo ti rimandano a casa i bollettini per pagare (oppure se vuoi ti prelevano direttamente dal conto corrente). Niente commercialista, nessuno che impazzisce appresso alle istruzioni incomprensibili.

Come funziona la partita IVA in Francia?

L’apertura della partita IVA è gratuita e si fa via internet inviando un modulo compilato e la fotocopia della carta d’identità. Le tasse si pagano solo sui soldi guadagnati, e le aliquote vanno dal 14% al 23% massimo (in Italia con la partita IVA normale paghi oltre il 40% di tasse, con quella agevolata tra tasse e spese di commercialista comunque superi il 20%). Per gestirla non c’è alcun bisogno del commercialista: sommi quello che hai fatturato e invii il dato tramite il sito internet, le tasse ti saranno addebitate direttamente sul conto….


Ogni paese ha la sua storia e le sue peculiarità, che influenzano la sua struttura. Non ha senso fare paragoni assoluti. A volte però ci si trova di fronte a situazioni che fanno pensare che certe soluzioni non sono poi così difficili da concepire ed applicare, come spesso ci vogliono far credere i nostri politici.

E visto che dire che i nostri governanti sono incapaci o inetti servirebbe solo a scagionarli troppo facilmente dalle loro responsabilità, non resta altro che pensare che loro le soluzioni non le vogliono trovare.

lunedì 25 febbraio 2013

L’ennesimo esempio di conflitto di interessi


Il caso Monte dei Paschi di Siena dimostra chiaramente l’esistenza e il funzionamento di quella enorme e inestricabile rete di individui che governano il paese occupando i posti dirigenziali di aziende, banche, imprese pubbliche o semi pubbliche, agenzie governative e partiti politici in perenne condizione di conflitto d’interessi.

Siena è da sempre governata dalla sinistra, che controlla tutto il tessuto economico della città e fa quel che vuole. L’opposizione, in questo caso il PDL, non fa nulla, non ci prova neanche, tanto sono scoraggiati…. Ma forse non è solo scoraggiamento il loro…

Infatti, la Fondazione MPS, che controlla la banca, è controllata in maggioranza da uomini del PD, ma in essa sono presenti anche uomini chiave di Denis Verdini (stiamo parlando di uno dei coordinatori nazionali del PDL). È di pochi giorni fa, tra l’altro, la notizia dell’esistenza di un presunto patto tra Verdini e il sindaco di Siena Ceccuzzi, per spartirsi il potere senza pestarsi i piedi.

Del resto, basta vedere come si è comportata la stampa di fronte alla questione dell’operazione di acquisto di Antonveneta, operazione assurda e inspiegabile che ha creato una difficoltà finanziaria enorme per il MPS ed ha scatenato l’inchiesta giudiziaria.

L’acquisto di Antonveneta è una storia vecchia, ma chi ne ha parlato per primo?

La Repubblica proprio no, ma è il giornale di partito del PD… magari Il Giornale, o Libero, i quotidiani più vicini al PDL, che avrebbero avuto tutto l’interesse politico a denunciare uno scandalo del genere, che potrebbe distruggere il principale partito avversario. Sempre che questo scandalo coinvolga SOLO il partito avversario.

Di fatto, a denunciare la cosa è stata come al solito la trasmissione Report, in onda su Rai3, ma la notizia non è stata per niente ripresa dalle testate nazionali, finchè non è esploso il bubbone con l’inchiesta della magistratura.

Sono queste catene di relazioni e di comportamenti che rendono necessario il totale rinnovamento della classe politica e dirigenziale del paese e la creazione di un meccanismo che limiti la possibilità di ogni individuo di ricoprire incarichi politici e dirigenziali a vita sfruttando le posizioni di conflitto d’interessi.

mercoledì 20 febbraio 2013

Il politico consapevole


Per Silvio Berlusconi nel nostro paese c’è un problema di governabilità: il processo di approvazione delle leggi è troppo macchinoso, presenta troppi ostacoli e non consente di prendere decisioni in fretta.

Il presidente del consiglio non ha poteri propri, non può sostituire i ministri, non può porre veti alle leggi o approvare decreti legge come succede nelle democrazie presidenziali europee (stile Francia) o negli Stati Uniti.

Se la nostra costituzione fosse stata diversa, quindi, si sarebbe potuto affrontare la crisi economica in modo molto più veloce ed efficace: questo ragionamento è fatto da un personaggio che è stato presidente del consiglio dal 2008 (anno di effettivo scoppio della crisi) a fine 2011, e che per tutto questo tempo non ha fatto altro che negare l’esistenza della crisi stessa, attribuita alle invenzioni della sinistra.

I ristoranti e i centri commerciali sono pieni, non si trova posto sugli aerei… vi ricordate?

Pensate quante cose avrebbe potuto fare il suo governo se avesse avuto un po’ più di mano libera per contrastare al meglio la recessione!

Questo giusto per sottolineare la serietà, la competenza e la consapevolezza dei maggiori esponenti della politica in Italia…
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