lunedì 25 febbraio 2013

L’ennesimo esempio di conflitto di interessi


Il caso Monte dei Paschi di Siena dimostra chiaramente l’esistenza e il funzionamento di quella enorme e inestricabile rete di individui che governano il paese occupando i posti dirigenziali di aziende, banche, imprese pubbliche o semi pubbliche, agenzie governative e partiti politici in perenne condizione di conflitto d’interessi.

Siena è da sempre governata dalla sinistra, che controlla tutto il tessuto economico della città e fa quel che vuole. L’opposizione, in questo caso il PDL, non fa nulla, non ci prova neanche, tanto sono scoraggiati…. Ma forse non è solo scoraggiamento il loro…

Infatti, la Fondazione MPS, che controlla la banca, è controllata in maggioranza da uomini del PD, ma in essa sono presenti anche uomini chiave di Denis Verdini (stiamo parlando di uno dei coordinatori nazionali del PDL). È di pochi giorni fa, tra l’altro, la notizia dell’esistenza di un presunto patto tra Verdini e il sindaco di Siena Ceccuzzi, per spartirsi il potere senza pestarsi i piedi.

Del resto, basta vedere come si è comportata la stampa di fronte alla questione dell’operazione di acquisto di Antonveneta, operazione assurda e inspiegabile che ha creato una difficoltà finanziaria enorme per il MPS ed ha scatenato l’inchiesta giudiziaria.

L’acquisto di Antonveneta è una storia vecchia, ma chi ne ha parlato per primo?

La Repubblica proprio no, ma è il giornale di partito del PD… magari Il Giornale, o Libero, i quotidiani più vicini al PDL, che avrebbero avuto tutto l’interesse politico a denunciare uno scandalo del genere, che potrebbe distruggere il principale partito avversario. Sempre che questo scandalo coinvolga SOLO il partito avversario.

Di fatto, a denunciare la cosa è stata come al solito la trasmissione Report, in onda su Rai3, ma la notizia non è stata per niente ripresa dalle testate nazionali, finchè non è esploso il bubbone con l’inchiesta della magistratura.

Sono queste catene di relazioni e di comportamenti che rendono necessario il totale rinnovamento della classe politica e dirigenziale del paese e la creazione di un meccanismo che limiti la possibilità di ogni individuo di ricoprire incarichi politici e dirigenziali a vita sfruttando le posizioni di conflitto d’interessi.

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