Il caso Monte dei Paschi di Siena dimostra
chiaramente l’esistenza e il funzionamento di quella enorme e inestricabile rete di individui che governano il paese
occupando i posti dirigenziali di aziende, banche, imprese pubbliche o semi
pubbliche, agenzie governative e partiti politici in perenne condizione di
conflitto d’interessi.
Siena è da sempre governata dalla sinistra, che
controlla tutto il tessuto economico della città e fa quel che vuole.
L’opposizione, in questo caso il PDL, non fa nulla, non ci prova neanche, tanto
sono scoraggiati…. Ma forse non è solo
scoraggiamento il loro…
Infatti, la Fondazione MPS, che controlla la banca, è
controllata in maggioranza da uomini del PD, ma in essa sono presenti anche
uomini chiave di Denis Verdini (stiamo parlando di uno dei coordinatori
nazionali del PDL). È di pochi giorni fa, tra l’altro, la notizia dell’esistenza
di un presunto patto tra Verdini e il sindaco di Siena Ceccuzzi, per spartirsi
il potere senza pestarsi i piedi.
Del resto, basta vedere come si è comportata la
stampa di fronte alla questione dell’operazione di acquisto di Antonveneta,
operazione assurda e inspiegabile che ha creato una difficoltà finanziaria
enorme per il MPS ed ha scatenato l’inchiesta giudiziaria.
L’acquisto di
Antonveneta è una storia vecchia, ma chi ne ha parlato per primo?
La Repubblica proprio no, ma è il giornale di partito
del PD… magari Il Giornale, o Libero, i quotidiani più vicini al PDL, che
avrebbero avuto tutto l’interesse politico a denunciare uno scandalo del
genere, che potrebbe distruggere il principale partito avversario. Sempre che questo scandalo coinvolga SOLO
il partito avversario.
Di fatto, a denunciare la cosa è stata come al solito
la trasmissione Report, in onda su Rai3, ma la notizia non è stata per niente
ripresa dalle testate nazionali, finchè non è esploso il bubbone con
l’inchiesta della magistratura.
Sono queste
catene di relazioni e di comportamenti che rendono necessario il totale
rinnovamento della classe politica e dirigenziale del paese e la creazione di
un meccanismo che limiti la possibilità di ogni individuo di ricoprire
incarichi politici e dirigenziali a vita sfruttando le posizioni di conflitto
d’interessi.
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