Una classe politica che si rispetti avrebbe da tempo
riunito attorno a un tavolo tutti i dirigenti delle grandi banche italiane, e li
avrebbe costretti con le buone o con le cattive a tornare a fare le banche.
Infatti non tutti sanno che dallo scoppio della crisi finanziaria, nel 2008-2009, la BCE ha letteralmente sommerso tutte le
banche europee di nuova moneta, per dotarle di denaro fresco da prestare a
credito a imprenditori e famiglie a tassi più bassi, in modo da far ripartire
l’economia. E le banche che hanno fatto
con questa montagna di soldi? L’hanno quasi tutta ridepositata presso la BCE,
che concede un certo tasso sui depositi, seppur molto basso.
Questo perché avevano paura di concedere prestiti, perché
non si fidavano della situazione economica troppo traballante. Si è arrivati al
punto che la stessa BCE è stata costretta, lo scorso luglio 2012, ad azzerare
il tasso che paga sui soldi depositati presso di lei, proprio per invogliare le
banche a fare le banche!!! Ma lo ha fatto dopo tre anni di attesa passiva, tre
anni in cui il fenomeno era chiaro e preoccupante.
Per non parlare poi di casi come quello del Monte dei
Paschi, che non ha bisogno di commenti e che dimostra sempre di più come in un
paese così in crisi le istituzioni che dovrebbero dare ossigeno a imprese e
famiglie giocherellino con i derivati e si autodistruggano comprando
Antonvenete a prezzi esorbitanti.
È evidentemente
troppo chiedere che una banca faccia la banca….. forse non conviene più!
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